2018 Il TRAUMA. Presentazione di Fabiola Fortuna

«Una complessa teoria del tempo, della memoria e della verità» (Beneduce R., Archeologie del trauma, Laterza, 2010 p. 46)
è quella che la psicoanalisi ha elaborato sul concetto di trauma.

Un concetto che, a partire dalle prime intuizioni di Freud, si è via via articolato verso una sua soggettivazione. Si ritiene oggi, a seguito dell’esperienza clinica, che non esistano eventi traumatici in senso oggettivo; tuttavia nel corso di questi articoli emergono sempre storie e situazioni che parlano di vessazioni psicologiche e di violenze fisiche individuali e collettive, di abusi, di migrazioni, guerre e sofferenze sociali.

Quindi, seppure le modalità di rispondere agli eventi della vita sono assolutamente personali, c’è qualcosa dell’ordine del Reale che appare e riappare in queste storie umane.

«Vi è dunque un’infinità di differenze che, prese insieme, sono costitutive dell’universale del genere umano» (E. Roudinesco, Perché la psicanalisi?, Editori Riuniti, 2000, p.141).

Parlare del dolore è importante, serve potersi soffermare proprio su quella parola che cura e su ciò che da quel dolore può prodursi, almeno parzialmente, attraverso una sua elaborazione.

Questa è la forza della psicoanalisi che, mai come rispetto a questa tematica, si pone come possibilità di «ridurre il peso dei sacrifici pulsionali imposti agli uomini: riconciliarli con i sacrifici ai quali per necessità devono continuare a sottostare e indennizzarli di ciò» (Freud S., L’avvenire di un’illusione, Opere, vol. x, p.437)

Buona lettura a tutti

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