CARLO VOLPONI «Una vita al cinquanta per cento» di DANIELE POTO

DANIELE POTO
Una vita al cinquanta per cento
Ensemble Editore, Roma, 2019

 

RF0080MHV è il codice identificativo inscritto nell’elenco delle malattie rare dell’Istituto Superiore della Sanità, dove MH sta per “Malattia di Huntington”.

L’affezione ha carattere di ereditarietà e determina gradualmente la degenerazione dei neuroni nei gangli della base e della corteccia cerebrale.

Clinicamente è caratterizzata da movimenti involontari patologici, gravi alterazioni del comportamento e deterioramento cognitivo progressivo. L’ereditarietà è autosomico-dominante: vale a dire che le probabilità di accogliere i gene della MH da un genitore malato è del 50%. Ad oggi non vi sono farmaci in grado di prevenire, bloccare o rallentare il decorso della malattia.

Una vita al cinquanta per cento, quindi, come appunto titola Daniele Poto il suo racconto dove una giovane trentacinquenne scopre di essere affetta dalla patologia.

Inizia così la resistenza umana della protagonista e noi viviamo i suoi travagli, il suo tunnel, le sue angosce. Coni d’ombra in cui la consapevolezza di essere dimidiata impone riflessioni sagaci e penetranti: il senso del tempo, la compartecipazione al dolore altrui, la rottamazione del vivere.

Centocinquanta pagine piene di vigore e di densità espressiva. Una traversata nel deserto che assume i toni di una katabasis interiore. L’ordito narrativo si può definire strumentale in quanto offre il destro alle vere ragioni dello scritto che smessi i panni del racconto tout-court diventa saggio analitico, cronaca e denuncia.

Qui sta tutta la perizia dell’autore che si caratterizza in una scrittura essenziale e diretta, piena di nerbo ed efficacia.

Evitati accuratamente le sbavature sentimentali e gli inciampi patetici i ritmi incalzano, non consentono pause, vanno dritti e veloci a colpire le menti e le coscienze. Traiettorie dalla linea retta.

Allora, come ricorda l’assunto di F. Kafka «Se un libro non vi colpisce come una pietra, se non vi dà dolore e non vi obbliga a pensare, riflettere, non vale la pena leggerlo. Astenetevi!».

Aforisma da mettere in epigrafe al lavoro di Poto perché così si arricchisce la coscienza civile insieme alla consapevolezza che, finché nel mondo tutto si riduce a esigenza di mercato, il progresso non potrà coincidere con la civiltà.

L’indagine dell’autore così serrata non è tuttavia monotematica: c’è spazio per il disagio esistenziale, per le altre malattie neurovegetative, per la solitudine che attanaglia gli anziani e non solo. Veniamo a sapere così che nell’occidente foriero di libertà e democrazia l’incidenza della depressione cronica riguarda un individuo su tre e i suicidi salgono in maniera esponenziale. «Magnifiche sorti e progressive» facendo nostro il sarcasmo del Leopardi e del suo Zibaldone.

I colossi del settore farmaceutico laddove non stimino guadagni abnormi nel medio periodo rinunciano agli investimenti per la ricerca. È il caso della Pfizer, il più importante gruppo farmaceutico del mondo, che ha deciso di abdicare dalla ricerca sull’Alzheimer.

Business is business con buona pace di tutte le anime belle. Donald Trump, sempre in tema di Alzheimer, ha annullato il piano di Obama per combatterlo che prevedeva la possibile sconfitta della malattia nel 2025.

I danari vanno spesi ben diversamente: 1730 miliardi di dollari in un anno per le guerre nel mondo quando 40 di questi basterebbero per risolvere il problema della fame in Africa, secondo le stime della FAO.

Tornando in casa nostra constatiamo che Francia e Germania spendono il 30% in più per la Sanità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha di recente lanciato l’allarme sulla sostenibilità del modello italiano. Nel 2018 il rapporto tra spesa sanitaria e il PIL è sceso sotto quota 6,5 %; per il 2020 la previsione si attesta al 6,3%. Definanziamento inarrestabile! Così è stato definito. Quanto sopra è solo una sintesi dei tanti temi affrontati, tutti decisamente costruttivi.

Una vita al cinquanta per cento è dunque libro da leggere, dispensatore generoso e accorto, ricco com’è di informazioni e ricerche che ci riguardano personalmente e ci costringe a una riflessione critica formativa e consapevole.

CARLO VOLPONI

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