Che fine ha fatto la ragazza? – MAURIZIO COTTONE

(da Mulholland Drive, 2002)

 

Inland Empire inizia laddove finisce Mulholland Drive.

Entra nella sua black box.

Lynch rompe gli indugi e ci conduce nella sua privatissima “fabbrica dei sogni”, nella sua mente.

La scoperchia e ce la fa vedere.

Una sinossi del film non c’è perché il pensare ad un film maledetto che sfugge di mano ai suoi protagonisti è un depistaggio.

Inland Empire potrebbe essere il dramma di una donna tradita, in lacrime davanti alla televisione, che cerca una vendetta catartica attraverso la sua eroina, Laura Dern.

Inland Empire in realtà è, contemporaneamente, un omaggio al cinema di genere e la sua destrutturazione. Ne attraversa tutti i generi: Horror, Thriller, Poliziesco, Azione, Giallo, Fantascienza, Storico, Drammatico, Commedia, Fantastico, Comico, Surreale, perfino il Musical.

Inland Empire è la storia di registi, mestieranti, attori e attrici che aspirano alla gloria e battono i marciapiedi.

Inland Empire è il canto del cigno hollywoodiano: una feroce critica alla ‘fabbrica dei sogni’ di cartapesta, al sua baraccone clownesco: è la morte del Cinema Istituzionale, per mano del cinema b. ie/a. ie

Inland Empire è uno scherzo, è la commedia umana, rappresentata da tre conigli, dal numero minimo per costituire una famiglia, un triangolo edipico, una potenzialità pro-creatrice: “Ogni Azione Genera Conseguenze”.

Laddove c’è una famiglia, c’è passione.

Dove c’è una passione, si annida l’ombra del tradimento.

«Un bimbo uscì per la strada e vide la sua luce riflessa… il male si impadronì di lui».

Il male, la nostra parte luciferina, ci accompagna, e non possiamo sbarazzarcene, se non attraverso la follia.

La ragazza tradita (da un uomo, dal cinema, da un sogno) annulla le coordinate spazio-temporali, si ricongiunge alla propria allucinazione: un marito scappato, un figlio mai nato, una movie-star.

Inland Empire è il minuzioso resoconto del sacrificio a cui è chiamato il nostro io più intimo nell’esporsi pubblicamente, alla ricerca anche di un solo minuto di celebrità: “Non è niente, stai solo morendo… ora diventerai una stella”.

Inland Empire svela l’arcano sotteso nello splendido finale: si ricollega direttamente a Mulholland

Drive attraverso il ricongiungimento delle icone di cui è lastricato il Viale del Tramonto Hollywoodiano: Laura Dern / Harring

Inland Empire (non) si conclude con il più geniale videoclip mai realizzato, negli strepitosi titoli di coda, in carne ed ossa.

Inland Empire è questo, e molto di più.

Axxonni.

Silencio.

 

Maurizio Cottone

Psicoanalista didatta Centro di psicoanalisi e psicodramma analitico SIPsA

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